domenica 4 ottobre 2009

desmo

La parola desmodromico deriva dai vocaboli greci "desmos" e "dromos", che rispettivamente significano "costringere, obbligare" e "corsa, percorso".

In meccanica viene usata per citare meccanismi che che dispongono sia di un comando per attivarli in un senso sia di un apposito comando per attivarli nell'altro, che può essere una chiusura o un ritorno a seconda dei casi. distribuzione desmodromica" è un sistema di controllo dell'apertura/chiusura delle valvole messo a punto dalla Ducati fin dagli anni '50, opera della fertile mente dell'ing. Fabio Taglioni.

Taglioni seppe concretizzare un'idea che la Mercedes portò in gara sulle sue auto da competizione con esito sconfortante. E' da sfatare infatti il luogo comune che vede Taglioni come l'ideatore della distribuzione desmodromica. Egli fu però in grado di interpretare ed applicare ai motori motociclistici questo sistema come nessun altro.

In un motore a quattro tempi la chiusura delle valvole è dovuta alla forza elastica delle molle. Agli alti regimi di rotazione però le molle non riescono più ad assolvere perfettamente la loro funzione e la chiusura della valvola avviene con un certo ritardo che può provocare lo sfarfallamento che l'interferenza della valvola stessa col pistone.


Nei motori da competizione, sia nella noiosa Formula1 sia nel motomondiale si ovvia con l'uso di valvole pneumatiche, cioè a aria o più precisamente a gas: al posto della molla esiste una camera di gas comprimibile, quindi elastico. Un sistema funzionale ma costoso e non riportabile nella produzione di serie: infatti in Superbike non ci sono.

Nel Sistema desmodromico ognuno delle due valvole e comandata da un bilanciere di apertura ed uno di chiusura anziché da molle. Queste non sono del tutto eliminate, ma assolvono il compito secondario di conferire una certa elasticità al complesso, recuperando anche gli eventuali giochi di funzionamento, e naturalmente la presenza di quattro bilancieri rendere necessario un albero in testa con quattro camme. Anche se può sembrare, il desmo non assorbe maggiore potenza rispetto al sistema tradizionale con le molle.se infatti è vero che la molla consuma energia per essere compressa e la restituisce quando si riallunga, nel desmo l'energia consumata per muovere un bilanciere viene scambiata con l'inerzia dell'altro.i vantaggi non si esauriscono a questo perché anche i giochi tra le valvole e bilancieri possono essere ridotti al minimo, si possono usare valvole più grandi perché c'è minor pericolo di interferenza col pistone per il più rapido richiamo e quindi si può far girare di più in motore con diagrammi di distribuzione molto spinti.

Affermava infatti l'ing. Taglioni: "il vantaggio principale di questo schema è quello di poter utilizzare diagrammi più stretti rispetto a quelli consentiti con richiamo a molle. Inoltre si può aumentare l'alzata delle valvole e tenere aperte più a lungo con movimenti più rapidi di apertura e chiusura. Si riesce così ad avere buona potenza a regimi elevati senza perdere a basso regime" infatti alla prova pratica l'elasticità dei ducati con il desmo è superiore a quella degli analoghi senza, perché essendo più rapido il movimento delle valvole, sia l'entrata dell'uscita dei gas è più veloce e quindi regime sale più rapidamente. Perciò maggiore accelerazione, maggior elasticità e d'ottima coppia a giri relativamente bassi. Sosteneva ancora Taglioni: "costerà di più, sarà più complicato, ma fatto come si deve il desmo non da meno del 10% in più. Però la prerogativa non è tanto la potenza maggiore quando la coppia: il desmo parte da zero con un massimo di coppia perché può stringere il diagramma".

I detrattori del sistema l'hanno sempre tacciato di eccessiva complessità, più facilità alla rottura e manutenzione difficile: in effetti, anche se oggi le Ducati sono meno "delicate" (non ricordatemi le rotture, i tagliandi e tutti i soldini spesi dal vostro prof per il 999 e il Monsterino...) sono le uniche ad usare questo sistema, sia perché le giap non vogliono abbassare il proverbiale livello della loro affidabilità, sia perché è realmente difficile progettarlo, realizzarlo e renderlo affidabile e competitivo. Ci vuole esperienza, quella che ha solo ducati.

Spero di essere stato chiaro, come al solito :-)




1 commento:

  1. è chiaro??... è stato trasparente prof!!!... mi toccherà impararmi qualche cosa di più sul 4 tempi che sono poco esperto...

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